Polizze vita: ecco come funziona la ripartizione per stirpi

Molto spesso, le polizze vita sono causa di spiacevoli inconvenienti. Al momento dell’identificazione dei beneficiari, infatti, non è raro dover gestire situazioni a dir poco complesse. Ma cerchiamo di entrare più nello specifico e di comprendere meglio i dettagli di tale spinosa questione.

Nell’eventualità in cui il contraente abbia dato disposizione di versare l’indennizzo a tutti gli eredi, è necessario fare molta attenzione. Per comprendere in maniera chiara la questione, è interessante riportare un esempio. Una donna aveva palesato il fatto che la compagnia assicurativa aveva effettuato in maniera a dir poco errata la divisione degli indennizzi a seguito della morte del coniuge. La spartizione, infatti, era avvenuta in parti uguali ed a beneficiarne erano state sia le due nipoti del defunto che la moglie. Le nipoti in questione erano le figlie della sorella del defunto. La sorella, però, era morta prima del marito della donna. Ovviamente, il problema era legato alla spartizione dell’indennizzo. Le nipoti dovevano avere una parte identica a quella della moglie o, piuttosto, dovevano spartirsi quella della madre? A questo punto, è quanto mai necessario soffermarsi in merito al lascito testamentario del defunto.

 

Secondo la corte di Cassazione è del tutto errato dividere l’indennizzo in parti uguali. Tale affermazione trova giustificazione nel contratto di assicurazione stipulato. Vediamo di fare chiarezza. Quando si stipula una polizza vita o una polizza tcm (temporanea causa morte) e si stabilisce che l’indennizzo in caso di morte dovrà essere corrisposto agli eredi (sia generici che testamentari), si sancisce che l’indennizzo deve essere diviso sulla base delle rispettive quote di successione. In buona sostanza, quindi, è necessario escludere che, non essendo stata effettuata alcuna precisazione, la divisione debba essere effettuata in maniera identica. Senza alcun dubbio, dunque, è chiaro che i giudici della Corte Suprema hanno contestato in ogni sua parte la teoria secondo la quale è necessario dividere l’indennizzo in parti uguali. Al contrario, hanno stabilito che alla moglie del defunto fossero riconosciuti ben due terzi dell’indennizzo. Il punto focale della riflessione della Corte è stato quello relativo al concetto di ‘eredi’. A tale proposito, hanno voluto fare presente che, sotto il profilo letterale, il termine ‘erede’ contempla la cosiddetta posizione ereditaria. Facendo riferimento esplicito agli eredi, pertanto, è chiaro che vengono chiamati in causa i beneficiari e, in maniera automatica, vengono tenuti in considerazione dipendentemente dalla loro posizione. Proprio per tale ragione, la Cassazione ha deciso di accogliere la richiesta della donna e di darle la possibilità di incassare ben due terzi dell’indennizzo. Alle due nipoti, quindi, non è rimasto che spartirsi la quota restante. Una cosa è certa: quella delle spartizioni degli indennizzi è una questione davvero complessa che deve essere affrontata con cautela. Di sicuro, la sentenza della Corte di Cassazione ha fatto giurisprudenza e, dunque, dal momento della sua emissione in poi è stato molto più semplice fare fronte a simili equivoci.

 

In ogni caso, essendo la materia molto articolata, non è affatto facile riuscire a non cadere in inganno ed a non correre il rischio di effettuare spartizioni a dir poco errate oltre che ingiuste. Il concetto di ‘stirpi’, in realtà, ben si coniuga al meccanismo dell’eredità in quanto tale e, quindi, non è poi così complesso riuscire a trovare una giustificazione giuridica a tale meccanismo. Purtroppo, però, non sono rari i casi di contenziosi soprattutto quando gli indennizzi sono molto alti o gli eredi sono numerosi. Ad essere importante è il fatto che, nella quasi totalità dei casi, la legge riesce a fornire le giuste risposte ad ogni quesito. Nel caso in cui la legge non riuscisse a fornire dati certi in merito al da farsi, è sempre opportuno rivolgersi alle autorità competenti in modo tale da fare chiarezza e, soprattutto, da assicurarsi che le effettive volontà del defunto vengano messe in pratica. In questo caso, la ripartizione per stirpi è quanto di più chiaro ed intuitivo possa esserci in materia. Quando in una polizza sulla vita, in caso di morte del contraente, viene previsto che l’indennizzo dovrà essere corrisposto agli eredi, tale clausola deve essere applicata dipendentemente dalla quota di ciascuno, dipendentemente dalle modalità della successione.