Motori a tre cilindri con basse cilindrate: perché sono sempre più usati

Fino a qualche anno fa, un motore tre cilindri avrebbe fatto storcere il naso a chiunque in campo automobilistico. E’ però innegabile, che le case, soprattutto per i propulsori a benzina, si stiano muovendo in questa direzione. Il perché è legato ai consumi. Un tre cilindri, ha un peso minore rispetto al fratello maggiore a quattro, quindi fa risparmiare sui consumi.

Perché allora non si è usato anche nel passato? La risposta è che un motori a tre, ha maggiori vibrazioni. Necessita infatti di un contralbero per bilanciare le inerzie sull’albero motore, oltre ad avere volani maggiori ed un suono poco armonioso. Infatti, avendo una combustione ogni 240 gradi del motore, chiude due giri con tre accensioni: suono dispari. Un quattro cilindri invece, chiude con un numero pari, quindi “più orecchiabile”.

Problema che non si verifica invece in un tricilindrico a due tempi, adottato in campo motociclistico e dotato di un rombo simile ad un sei (cilindri) a quattro (tempi). Analisi sonore a parte, comunque superate negli ultimi tempi dai motori a tre cilindri a quattro tempi con delle vere e proprie casse di risonanza, (peugeot ne è un esempio), il tre cilindri è quindi fruibile con opportuni accorgimenti. Passiamo ora ad analizzare il perché andare su motori con cilindrate minori. Esiste un problema nella progettazione di un motore: il limite sulle emissioni nocive imposte dalla normativa.