Calcio italiano in declino

I club italiani sono alle prese con una vera e propria battaglia per incrementare i propri profitti. Negli anni novanta la Serie A italiana era il campionato più glamour e di alto profilo tra i cinque maggiori del vecchio continente. Da allora è in costante declino, e in termini di ricavi è sceso dal secondo al quarto posto. Nell’annuale report della Deloitte, una società di consulenza, sulla situazione finanziaria del mondo del pallone pubblicato il 22 gennaio, tre dei quattro migliori club italiani presenti nella top venti mondiale sono scivolati almeno di una posizione nella graduatoria.

A dispetto di ciò ci sono segnali di una inversione di tendenza nelle fortune dei club. Il campionato italiano ha perso terreno rispetto ai suoi consimili in parte a causa della noncuranza dei proprietari delle squadre, che le hanno usate per mietere trofei piuttosto che come imprese vere e proprie. I club hanno sofferto perdite croniche e scandali corruttivi, e i loro stadi sono stati abbandonati. Ma la prolungata crisi economica, unita all’introduzione da parte dell’Uefa di regole tese a bloccare l’abitudine dei club di spendere più di quanto guadagnino (il fairplay finanziario, ndt) sono state le principali ragioni tra le altre che hanno fatto sì che diversi club passassero di mano. E gli investitori stranieri si stanno affacciando.

Per coloro i quali cercano di rivoluzionare le finanze di un club, uno degli obiettivi più importanti risiede nell’incrementare la vendita dei biglietti per le partite, che rappresentano l’11 per cento dei ricavi totali delle squadre di Serie A, a fronte del 23 per cento sia della Premier League che della Bundesliga. Ciò significa migliorare quello che potremmo definire il “match-day experience”. Comunque pochi club possiedono gli stadi nei quali giocano, e diversamente da Gran Bretagna e Germania, dove il governo ha sostenuto e incentivato la loro messa a nuovo, gli stadi italiani sono rimasti antiquati.

Una copiosa pioggia di denaro arriva dalle televisioni: la somma di quanto pagano le emittenti per mostrare il calcio italiano è seconda solo a quella pagata per il calcio inglese. E comunque il calcio italiano sta lasciando per strada anche altri strumenti. Ad esempio non generano ricavi dall’affittare ai VIP i box all’interno dello stadio durante le partite: gli uomini d’affari italiani usano portare i loro clienti a cena al ristorante o all’opera, e per persuaderli a invitare i loro ospiti allo stadio occorre che le strutture d’accoglienza siano migliorate. E inoltre, i top club italiani, a differenza di quelli inglesi, non sono stati in grado di “raggirare” i propri tifosi convincendoli ad acquistare le costosissime magliette della squadra.

Ma la tendenza potrebbe presto invertirsi. La performance migliore è stata ottenuta dalla Juventus, di proprietà della famiglia Agnelli, i cui avi fondarono la Fiat. Il club di Torino ha inaugurato un uno stadio da 41mila posti nel 2011, triplicando gli incassi al botteghino. Due altri team, il Sassuolo e l’Udinese, hanno avviato il rinnovamento dei loro impianti, mentre l’AS Roma sta pianificando la costruzione di una nuova casa nelle periferia della Città eterna.

Sforzi sono stati compiuti per attrarre ulteriori risorse estere. Nei cinque anni passati la Supercoppa, il match inaugurale della stagione, è stato disputato tre volte in Cina e una in Qatar. L’AS Roma, che è stata rilevata da un gruppo di investitori americani, ha invece siglato un accordo decennale di sponsorizzazione tecnica con la Nike. Nel 2013 Erick Thohir, un uomo d’affari indonesiano, ha acquistato il 70 per cento delle azioni dell’Internazionale di Milano, e con l’aiuto di un gruppo di dirigenti stranieri ha promosso il brand globalmente: dei 280 milioni di tifosi nerazzurri il 60 per cento vive in Asia, compresi 18 milioni di indonesiani.

Harry Philp, manager della Portland Advisers, una società di consulenza che lavora nel campo delle infrastrutture sportive, ha predetto che presto molte società italiane potranno dare il benvenuto ad investitori stranieri. La loro esperienza nel condurre affari profittevoli sarà ben accolta al pari dei loro soldi.